Terri Bertaggia, il marinante del nuovo millennio.

Terri Bertaggia, il marinante del nuovo millennio.

"Una volta, qui, c'erano i marinanti, così li chiamavano gli abitanti di Sottomarina, uomini mezzo marinai e mezzo contadini, che la mattina caricavano le barche e partivano per Venezia con radicchi, prezzemolo, cipolle e sedano, tanto sedano. Era il tempo in cui Chioggia era l'orto di Venezia. Poi hanno capito che potevano andare anche verso Padova. Era più lontano e quindi si erano industriati: avevano modificato le loro biciclette, incorporando, davanti, un cassone. Lo riempivano di pesci, patate e verdure e partivano per Padova.
Stavano via due, anche tre giorni, finché non vendevano tutta la mercanzia, dormendo in alloggi di fortuna, ospitati da altri contadini, coinvolgendoli nel commercio con i loro prodotti. È nata così la diffusione del nostro radicchio."

Terri Bertaggia viene da questa tradizione; i tempi e la forma del commercio sono cambiati, ma non la sostanza. Terri ogni notte parte con il suo camion e orienta la bussola verso sud, verso Bologna, verso lo stand del Consorzio Agribologna, nel Nuovo Mercato Ortofrutticolo.
Come allora porta radicchio tondo rosso, precoce e tardivo, porri e carote.

Terri è un grande produttore di radicchi e di porri, uno dei maggiori della zona, quasi 80 ettari, di cui la metà dedicato a questo ortaggio rosso, venato di bianco, sia tondo che oblungo, nei territori di Rosolina, Cavarzere, Punta Bacucco, Isola Verde, fino a Mesola nel ferrarese, dentro al Delta.
Arrivare nell'azienda agricola di Terri Bertaggia, al suo magazzino, vuole dire, infatti, arrivare in una striscia di terra contornata da acqua, a nord Chioggia e la Laguna di Venezia, a est il Mare Adriatico e stretta fra le foci del Brenta, dell'Adige e i rami settentrionali nel Delta del Po.

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Terra battuta dall'aria del mare, imbevuta di salmastro; terra sabbiosa, fertile per colture basse che non temono l'umidità e il vento.

"Qui i radicchi si facevano da sempre, anche se allora non erano rossi, ma verdi, variegati di bianco. Il rosso era il precoce. Poi la mano dell'uomo, la sua sapienza e la capacità di questa pianta di auto riprodursi, ha generato l'ortaggio che mangiamo oggi, rosso, morbido dentro, nel suo cuore."

La pianta che in campo si presenta in un grande cespo con foglie ampie e orecchiute, nel momento che viene raccolto, perde gran parte di questa protezione. A noi arriva solo il frutto interno: una palla rossa.

Il radicchio tondo rosso parte da lontano, dall'estate; verso la fine di settembre il primo raccolto e poi via via a scalare nei campi, lo si raccoglie fino alla fine di febbraio, marzo a volte. In aprile, in conversione c'è il radicchio novello fino a giugno. Con il caldo di luglio tutto si ferma, ma la campagna successiva è già alle porte.

"Io lo coltivo con metodi naturali, concimato di base con tanto letame, senza urea, che è nemica delle verdure. L'urea crea l'illusione di una rapida crescita, ingrossa la pianta, ma nel tempo spacca le cellule, ne modifica il sapore e il freddo, quando dice sul serio, la marcisce."

Di conseguenza Terri ha puntato sulla lenta maturazione. Questo è il punto di forza delle sue produzioni. La pianta cresce piano, viene regolarmente nutrita con sostanze non inquinanti, rincalzata per tenerla chiusa e favorire un frutto compatto ma morbido. Un prodotto coccolato, persino prezioso.
 

"Il radicchio viene potato in campo e arriva in magazzino già abbastanza pulito. La "toelettatura finale", il lavaggio, la pulitura dalle foglie ancora superflue la fanno le mani esperte e veloci delle lavoranti, in cima a vasche piene di acqua corrente e poi lungo un nastro dove i prodotti vengono riposti in cassette di polistirolo bianco, fino alla finitura con una copertina trasparente con il marchio Questo l'ho fatto io".
A questo punto il radicchio è pronto per il trasporto al mercato.

Senza-nome-2.jpgTerri Bertaggia replica tutti i giorni questo processo anche per il porro, di cui è uno dei maggiori produttori italiani. Come il radicchio, il porro è un ortaggio a lenta evoluzione, con una stagionalità parallela, dalla semina in maggio-giugno, fino all'ultimo raccolto di aprile.
Sono colture che hanno un arco produttivo di 10 mesi, con tanta manodopera e tante attenzioni: per nutrirle, per farle crescere sane, per creare le condizioni di un risultato di qualità.
Lo aiutano una trentina di collaboratori, variabili nelle stagioni, per assicurare che la qualità sia sempre in linea con la tradizione, con quel passato dei marinanti che in barca raggiungevano Venezia e che oggi ci portano, attraverso i mercati e la GDO, radicchi e porri che sanno di mare.

Facciamo le fotografie di rito, ci salutiamo. Fuori il vento spazza la nebbia mattutina. Intorno la natura intatta fra canali, chiuse, acqua e campi verdi.

 

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Il Consorzio Agribologna mette l’esperienza dei propri soci e tecnici al servizio delle persone che desiderano approcciarsi al mondo dell’orticoltura, ma non sanno da dove iniziare. Una guida che 365 giorni all’anno prende per mano il neofita e lo conduce passo a passo lungo la coltivazione dei principali ortaggi italiani.
Informazioni sulla semina, sul trapianto, riguardo all’irrigazione, alla cura, sino alla raccolta costituiscono il cuore di questo vademecum suddiviso per mesi e con schede di approfondimento dei prodotti.

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